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Quanto costa davvero una stagione di golf in Algarve

Se il dolore ti sta cambiando il modo di giocare, la prima valutazione con me è gratuita. La trovi in fondo alla pagina: ci sentiamo, mi racconti come stai e ti dico con onestà se posso esserti utile.
In breve. Fra iscrizione al circolo, attrezzatura, buggy e green fee, una stagione di golf in Algarve gira intorno ai 5.000 € l’anno. La parte che se ne va per il corpo, fra farmaci e terapie manuali, arriva a sfiorare la cifra dell’iscrizione.
Il conto della stagione lo conosci a pezzi. L’iscrizione la ricordi bene, perché la paghi in una volta sola.
Il resto si sparpaglia: cinquanta euro qui, una seduta lì, una scatola di antinfiammatori presa in farmacia mentre fai la spesa.
Sono cifre piccole prese una per una, e in colonna non ce le mette mai nessuno. Qui invece le sommo tutte, con gli ordini di grandezza che vedo dai miei clienti in Algarve.
Le colonne sono due. La prima la conosci a memoria; la seconda resta quasi sempre fuori dal conto.
La colonna del gioco
Le cifre che seguono vengono dalle conversazioni con i golfisti che seguo fra Portimão e i circoli della zona. Variano parecchio secondo il club, la stagione e quanto giochi: sono ordini di grandezza, e come tali vanno letti.
- Iscrizione al circolo: intorno ai 3.000 € l’anno.
- Attrezzatura: difficile stare sotto i 1.000 €, e chi insegue i metri persi ci mette molto di più.
- Buggy: circa 50 € a uscita. Chi gioca tre volte a settimana arriva sui 600 € al mese solo per il mezzo. Quando si divide con il compagno di gioco la cifra si dimezza, e resta comunque la voce che cresce più in fretta di tutte.
- Green fee su un campo che non è il tuo: dai 50 ai 150 €, secondo la stagione. Nel tuo circolo è già dentro l’iscrizione.
- Maestro: intorno ai 60 € a lezione.
Fin qui nessuna sorpresa. Sono soldi messi in conto, e nessuno se ne lamenta davvero, perché il golf te li restituisce in giornate e in compagnia.
La colonna del corpo che gioca
Qui comincia la parte che quasi nessuno somma.
- Farmaci: intorno ai 400 € l’anno fra antinfiammatori, cerotti e pomate. È la voce che si nota meno, perché si paga dieci euro alla volta.
- Terapie manuali: una seduta dall’osteopata o dal fisioterapista viaggia sui 50 €. Se ci vai anche solo una volta a settimana, siamo intorno ai 2.500 € l’anno.
- Visite specialistiche: l’ortopedico, la risonanza, il controllo dopo la risonanza. A intermittenza, ma tornano.
Messo tutto insieme, il conto di una stagione di golf in Algarve gira intorno ai 5.000 € l’anno. E la parte che se ne va per il corpo, fra farmaci e terapie manuali, arriva a sfiorare quella dell’iscrizione al circolo.
Tienila lì, quella cifra, e mettila accanto a una domanda: nell’ultimo anno, quanto hai speso perché quel corpo funzionasse meglio, prima che il dolore arrivasse?
La spesa che si ripete e non chiude mai
Fra le due colonne c’è una differenza di natura, e mi interessa più delle cifre.
L’iscrizione la paghi e hai il campo per un anno. L’attrezzatura la compri e ti dura stagioni. Sono spese che si chiudono.
La seconda colonna funziona in un altro modo: si riapre da sola. La seduta dà sollievo per qualche giorno, l’antinfiammatorio per qualche ora, e poi il dolore torna, perché il corpo che lo produce è rimasto identico a prima.
Il fisioterapista, in tutto questo, il suo mestiere lo ha fatto: ha lavorato sul sintomo, e lì ha dato quello che poteva dare.
Solo che il conto di quella colonna torna ogni anno, e assomiglia sempre a quello precedente.
Comprare intorno al problema
Poi c’è la spesa di cui nessuno tiene il conto, perché non ha una fattura sua: quella per aggirare il dolore.
La riconosci se ti ci ritrovi. Il carrello elettrico, così la sacca non pesa.
Le mazze più leggere, perché con quelle di prima non si va più. Il buggy preso stabilmente, che era nato come eccezione per la giornata storta. E qualche lezione in più, per riprendersi i metri persi.
Acquisti sensati, presi uno per uno. Messi in fila raccontano un’altra storia: sono tutti modi di comprare intorno al problema senza mai toccarlo.
Sulle lezioni mi soffermo, perché è il punto dove vedo bruciare più soldi in buona fede. Il maestro di golf lavora sulla tecnica e la sa migliorare: se il tuo swing ha un difetto di esecuzione, lui te lo sistema.
Quando il problema sta nel corpo, cioè in un’anca che non ruota più o in un centro che non tiene, la tecnica va a sbattere contro un limite che non le appartiene. Puoi correggere il gesto quanto vuoi, il corpo resta quello che è. Le lezioni si accumulano e i metri non tornano.
Il conto della stagione che non giochi
C’è un’ultima voce, e non si paga in euro.
Sono le buche che salti, le mattine in cui rinunci, i giorni dopo la partita passati a recuperare invece che a giocare. Nello studio prospettico più ampio mai condotto su golfisti dilettanti, 910 partecipanti con età mediana di 60 anni, la zona lombare risulta la parte del corpo che costa più giorni di gioco: quasi sei all’anno per chi ne viene colpito, davanti a spalla e ginocchio.
Sei giornate all’anno. Sono quelle che hai già pagato dentro l’iscrizione e che il corpo si è ripreso.
Come ragiono io su questi numeri
Il fisioterapista, l’osteopata e il massaggiatore lavorano con le mani sul punto che duole. È come guardare dentro un monocolo: fuoco perfetto, campo strettissimo.
Io faccio un passo indietro e guardo l’intero corpo col grandangolo, perché quasi mai la zona dolente è anche quella di partenza.
Sono Erika Zanella, chinesiologa, e i numeri di questa pagina arrivano dai golfisti che seguo fra Portimão e i circoli dell’Algarve. Il mio mestiere è allenarti perché il corpo torni a muoversi come deve, così il dolore perde il motivo per cui si presentava.
Il traguardo è la tua autonomia: il lavoro lo fai tu, io ti do i mezzi e ti guido a usarli finché non ti servo più. Ed è la ragione per cui questo conto, a un certo punto, si chiude davvero.
Una cosa non te la dirò mai: che faccio miracoli. La bacchetta magica non ce l’ho, e se finora hai speso senza risultato, molto probabilmente non avevi ancora trovato la persona giusta.
Ci sta, e non è colpa tua: chi non è del settore non può sapere di che cosa ha bisogno.
Luca, 69 anni. Quando ha cominciato aveva forti dolori alle ginocchia e il bacino rigido, e ormai giocava quasi sempre col buggy, perché camminare tutte le buche era diventato troppo faticoso. Il suo drive si fermava intorno ai 140 metri. Dopo dieci mesi di lavoro su forza delle gambe, rotazione del busto e potenza nel colpo, arriva a circa 185 metri. Le sue parole: «Sono riuscito a camminare per tutte le 18 buche senza buggy. Non mi capitava da anni.»
Il buggy che Luca non prende più, con tre uscite a settimana, vale da solo qualche centinaio di euro al mese.
Domande che mi fanno spesso
Quanto costa il percorso con te?
Dipende da quante sedute servono, e il numero lo so dopo averti valutato. Una cifra data prima di averti visto muovere sarebbe inventata. La valutazione è gratuita proprio per questo: prima guardo, poi ti dico che cosa serve e quanto costa.
L’assicurazione sanitaria copre qualcosa?
Con una buona polizza ti rimborsano oltre la metà delle fatture. Cambia parecchio da contratto a contratto, quindi controlla la tua prima di fare i conti.
Adesso torno in Italia per due mesi, ha senso cominciare?
Sì. Si parte in presenza, si prosegue online mentre sei via e si riprende al ritorno. Ho già clienti che seguo online nei mesi che passano in Italia.
E poi devo continuare per sempre?
No, e sarebbe il contrario di quello che voglio ottenere. L’obiettivo è che tu sappia farti il riscaldamento da solo, gestire le diciotto buche e allenarti due volte a settimana per mantenerti. Molti mi ricontattano l’anno dopo per un richiamo, e va benissimo così.
Se vuoi capire dove stanno i tuoi soldi
La prima valutazione è gratuita e serve a metterti in chiaro la situazione: guardo come ti muovi, come appoggi i piedi, dove il movimento si ferma, e ti dico con onestà se e come posso aiutarti.
Se vivi in Algarve vengo io da te. Ho base a Portimão e mi muovo in tutta la zona, e tu non devi organizzare niente.
Se vivi in Italia o altrove, lavoriamo online con lo stesso metodo che userei a casa tua.
Seguo poche persone alla volta, perché a ognuna voglio dedicare tempo vero. Lasciami i tuoi dati e ti richiamo io entro 24 ore.