Blog RevivaGolf
Che cos’è la chinesiologia per golfisti e come funziona una seduta

Se il dolore ti sta cambiando il modo di giocare, la prima valutazione con me è gratuita. La trovi in fondo alla pagina: ci sentiamo, mi racconti come stai e ti dico con onestà se posso esserti utile.
In breve. La chinesiologia è lo studio del movimento applicato all’apparato locomotore. Per un golfista vuol dire allenare il corpo che esegue lo swing, con una valutazione posturale iniziale e un percorso in quattro fasi, a domicilio in Algarve oppure online.
Quando dico che faccio la chinesiologa, quasi tutti annuiscono e cambiano discorso. Poi, dopo due minuti, arriva la domanda vera: «Sì, ma di preciso che cosa fai?»
Me lo chiedono al circolo e me lo chiedono i figli dei miei clienti. Me lo chiede perfino il maestro di golf che mi manda qualcuno.
È una parola che non dice niente a chi non è del mestiere, quindi qui te la spiego per bene, e ti racconto cosa succede davvero dalla prima volta che ci sentiamo.
La parola spiegata in due righe
Chinesiologia vuol dire studio del movimento. Il mio lavoro riguarda l’apparato locomotore, cioè la muscolatura che sostiene lo scheletro e che ti permette di muoverti.
Concretamente: guido le persone ad allenarsi nel modo giusto per il loro corpo, così da sentirsi meglio in campo e nella vita di tutti i giorni. Mi chiamo Erika Zanella, sono chinesiologa, laureata in Scienze delle Attività Motorie e Sportive e con un master in Posturologia Clinica, e sono sedici anni che faccio questo mestiere.
Lavoro con i golfisti dell’Algarve, a casa loro, con base a Portimão.
Con qualcuno dei miei clienti si lavora con carichi che in palestra molti trentenni non toccano, quindi togliamoci subito di mezzo l’idea della ginnastica dolce per anziani.
Dove finisce il lavoro degli altri e dove comincia il mio
Le due domande che mi arrivano sempre sono in fondo una sola: in cosa sei diversa dal fisioterapista, e in cosa sei diversa dalla palestra.
Il fisioterapista, l’osteopata e il massaggiatore lavorano con le mani sul punto che duole, e fanno bene: è il loro mestiere, e su un dolore acuto è quello che serve. È come guardare dentro un monocolo, con la messa a fuoco tutta lì.
Io faccio un passo indietro e guardo l’intero corpo col grandangolo, poi ti alleno perché quel corpo diventi più forte e più stabile. Non ti metto le mani addosso: ti do i mezzi e ti guido a usarli.
La palestra, quella normale, ti tratta come una pecora nel gregge. Stessa scheda per tutti, poco conto delle patologie, e il rischio che l’esercizio giusto sul foglio sia quello sbagliato per la tua anca.
Io lavoro su una persona per volta, e vale una regola che ripeto sempre: «Non sei tu che ti adatti all’esercizio, è l’esercizio che si adatta a te».
Da questa regola discende una cosa pratica. A nessuno dico mai «questo esercizio non fa per te»: costruisco la variante che puoi fare.
Chi ha le ginocchia delicate, per dire, al posto dell’affondo in avanti fa un affondo all’indietro controllato: stesso lavoro, carico diverso.
Cosa succede alla prima visita
Dura più di quanto ti aspetti, e si parla parecchio.
Comincio con l’anamnesi. Operazioni, traumi vecchi, cadute, incidenti, quella caviglia che ti sei rotto a vent’anni giocando a pallone.
Tutto quello che è successo al tuo corpo lascia una traccia nel modo in cui ti muovi oggi.
Poi ti guardo muovere. Faccio una valutazione posturale che comprende i recettori: occhio, mano, piede, bocca.
Sono le porte da cui il corpo riceve le informazioni per stare in equilibrio, e quando una di queste manda un segnale storto, il resto si adatta.
Da qui escono due risposte possibili. La prima: il problema è nel mio campo, e allora partiamo.
La seconda: serve un altro professionista prima di me, e ti mando da lui. È già successo con una cliente che aveva un piede piatto mai corretto, mandata dal podologo per il plantare, e con altri finiti dall’optometrista.
Ti dico con onestà se posso esserti utile, e se la risposta è no la senti subito.
Com’è fatta una seduta
Tre momenti, sempre gli stessi, con dentro esercizi che cambiano da persona a persona.
Si apre con la mobilità articolare, che è anche il riscaldamento. Serve a preparare le articolazioni e a togliere la ruggine, e col tempo diventa quello che ti fai da solo prima di giocare.
Il centro è il rinforzo muscolare. Qui si costruisce la struttura che manca: glutei, centro del corpo, gambe, parte alta. Il carico cresce piano, seguendo come reagisci.
Si chiude con l’allungamento o con la ginnastica posturale, secondo quello che serve quel giorno.
Una seduta però non finisce mai davvero. C’è sempre qualcosa da fare a casa fra una volta e l’altra, perché la muscolatura si costruisce con la frequenza: mai più di settantadue ore fra un allenamento e il successivo.
Nella pratica sono due sedute con me e una scheda da fare per conto tuo.
Le quattro fasi del percorso
Analisi posturale. È come una visita: mette in chiaro come sei messo, e serve a capire qual è il problema vero, che quasi mai coincide col punto che fa male.
Riequilibrio. Ginnastica posturale, spesso anche a casa. È la fase del risveglio, quella in cui i clienti mi dicono «ah, ho anche questi muscoli qui».
Rinforzo. Gli allenamenti veri, con i carichi, per costruire la muscolatura che regge il gesto del golf.
Benessere e autonomia. Il benessere arriva quando senti il beneficio in campo e fuori. L’autonomia è saper fare gli esercizi da solo, gestire le diciotto buche senza dolore, farti il riscaldamento e allenarti due volte a settimana per mantenerti.
L’ultima fase è il traguardo vero, e ti spiego perché. Chi si affida solo alle mani di qualcuno resta legato a quelle mani per sempre.
Il mio lavoro finisce quando hai il bagaglio per gestirti, e da lì in poi resto disponibile: molti mi ricontattano l’anno dopo per un richiamo, e va benissimo così.
Chi ottiene di più da questo lavoro
Fatta bene, la chinesiologia non ha controindicazioni. Ho seguito persone con protesi, con ernie, con l’artrosi, dopo interventi: cambia il punto di partenza e cambiano gli esercizi, il lavoro si fa lo stesso.
La differenza la fa una caratteristica sola: la costanza. Chi fa la scheda a casa anche quando non ho gli occhi addosso.
Chi non salta due settimane a ottobre per via dei tornei, e chi mi dice la verità quando un esercizio gli dà fastidio.
Una cosa non te la dirò mai: che faccio miracoli. La bacchetta magica non ce l’ho.
Se finora hai speso senza risultato, molto probabilmente non avevi ancora trovato la persona giusta, e non è colpa tua: chi non è del settore non può sapere di che cosa ha bisogno.
Elena, 55 anni. Ha cominciato circa otto mesi fa, con un drive intorno ai 130 metri e la sensazione di non riuscire a restare stabile nell’address né a ruotare bene nel backswing. Oggi il suo drive sta sui 170 metri, con una rotazione più fluida e una posizione di partenza che regge. Lungo il percorso ha perso anche 12 centimetri di girovita e 8 di coscia, e questo le ha restituito ancora più libertà di movimento.
Domande che mi fanno spesso
Devo venire in un centro o in palestra?
No, vengo io a casa tua, e porto tappetino e attrezzi. In Algarve ho base a Portimão e mi muovo in tutta la zona. Chi vive lontano lo seguo online, con lo stesso metodo.
Andiamo anche in campo?
Qualche volta sì, e serve a guardarti giocare: come ti muovi durante il giro, dove ti irrigidisci, cosa succede alla tua schiena alla dodicesima buca. Il lavoro però si fa a casa. E su una cosa voglio essere chiara: non insegno la tecnica, che è il mestiere del maestro di golf. Io alleno il corpo che quella tecnica deve eseguire.
Quante volte a settimana, e per quanto tempo?
Due sedute con me più la scheda a casa, quindi tre volte a settimana. Sui tempi ti dico la verità: la ricerca sui dosaggi parla di dodici settimane come dose minima perché il miglioramento si misuri. Sono tre mesi.
Non ho mai fatto sport in vita mia.
È la condizione di partenza di parecchi miei clienti, e non è un problema. Anzi, chi parte da zero vede i cambiamenti prima, perché ha più margine davanti.
Se vuoi capire se fa al caso tuo
La prima valutazione è gratuita e funziona così: guardo come ti muovi, come appoggi i piedi, dove il movimento si ferma, e ti dico con onestà se e come posso aiutarti.
Se vivi in Algarve vengo io da te. Ho base a Portimão e mi muovo in tutta la zona, e tu non devi organizzare niente.
Se vivi in Italia o altrove, lavoriamo online con lo stesso metodo che userei a casa tua.
Seguo poche persone alla volta, perché a ognuna voglio dedicare tempo vero. Lasciami i tuoi dati e ti richiamo io entro 24 ore.